venerdì 26 luglio 2013

Saline di Trapani

Sicilia parte 3: le saline di Trapani
In riva la mare, a sud di Trapani, si avvista un paesaggio strano e quasi lunare.
Grandi vasche dai toni del verde, del bianco e del rosa, affinacate da piramidi di sale grezzo coperto e protetto: sono le saline.
 Ci immergiamo nelle saline per arrivare al museo del sale, con aneeso mulino a vento (che per me evoca sempre avventure donchisciottesche!) dove ci aspetta una visita fra strumenti, macine, raschi, viti di Archimede e splendide foto che tappezzano la pareti.
 Una splendida vasca rosa attira la nostra attenzione e i cristalli splendenti ai bordi sono davvero invitanti 
 

La guida, una simpaticissima signora che gestisce anche il ritorante annesso, ci racconta procedimenti, personaggi, metodi, aneddoti e usi dei diversi attrezzi, incantando Teresa.
Saliamo per vedere il mulino a vento, davanti al quale riesco ad immortalare il mio Sancho Pansa
 
e ci sentiamo raccontare come funziona la mamma caura, la madre calda, cioè quello strato di argilla che pavimenta le saline e che, come il lievito madre, accresce la produzione di sale, ma anche di come nelle vasche (oltre all'utile il dilettevole) alla fine della stagione, ai primi di dicembre, si pescasse con le mani tutto il pesce rimasto per fare una grande festa; di coem i bimbi fossero addetti a portare l'acqua ai racciglitori di sale o a spluciare il sale grezzo per togliere le impurità.
Vi raccomando di lasciarvi incantare da questo racconto che affonda le sue radici fra storia, fatica e, è proprio il caso di dirlo,il sale della vita!!!
 

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