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mercoledì 27 luglio 2016

Qualcuno ne sa più di me....

Amo la storia: amo leggerla, insegnarla, ascoltarla.... amo la memoria dei testimoni che, senza sdolcinatezza, raccontano la fatica di sopravvivere nei momenti bui.
Questo però non mi è stato possibile con mio nonno paterno, Pierino, scomparso sette anni fa, il giorno dopo la nascita del suo secondo pronipotino.
Lui era un uomo schivo, sielnzioso, pratico. 
Grande lavoratore, di poche parole, capo di famiglia di vecchio stampo. 
Leggeva volentieri storie per noi nipoti, infinite volte, sempre le stesse, ma di sè non raccontava molto.
Ricordo che aveva una grande ammirazione per i tedeschi, per il loro modo di organizzare il lavoro, di gestire le attività....eppure lui era stato in Germania da pringioniero.
Questo lo sapevo dalla nonna, che lo ha conosciuto al suo ritorno dal campo di lavoro. 
Sapevo questo e poco altro......che aveva scampato la campagna di Russia perchè la sua compagnia era stata abbandonata in un'isoletta greca.....che in campo di lavoro aveva fatto il carpentier, che poi era il suo lavoro.....che anni dopo aveva rifiutato con molto disgusto quelle 17 mila lire che lo Stato gli aveva riconosciuto come ex prigioniero....
Poche cose, pochi ricordi e pochi oggetti.

Al suo periodo da prigioniero non faceva mani accenno...custodiva gelosamente ogni immagine e una delle poche volte che l'ho visto davvero arrabbiato è stato quando ho trovato alcune foto dei mesi del suo rientro e gli ho chiesto di tenerle.

Dove era stato catturato, dov'era stato portato, quanto tempo c'era stato? 
Lo scopro adesso, da un sito che Titti, mia sorella, mi ha segnalato http://www.schiavidihitler.it e nel quale uno sconosciuto risponde ai miei dubbi....
 Tardi ormai....o forse no....perchè tardi non è mai per ricordare e immaginare un pezzo di vita di chi è stato per me un punto di riferimento costante.
Ciao nonno....e buon compleanno.


mercoledì 23 marzo 2016

Storia di una famiglia riccia che si dimenticò di andare in letargo per correre dietro a un pallone


C'era una volta una famiglia come tante: papà orso, mamma gatta, una piccola gazzella lesta e un piccolo facocero pigrone.
Un giorno papà orso trovò per caso nel bosco un pallone, ma non tondo come tanti; era un pallone ovale, un po' schiacciato, un po' sporco, ma che, come per incanto, rimbalzava in modo imprevedibile, quasi avesse un'anima.
Papà orso fu affascinato da quella magica palla che non faceva mai quel che ci si aspettava; avrebbe voluto tanto giocarci, ma il muro non bastava..... bisognava trovare qualcuno che giocasse insieme a lui.
Poi, un giorno, girando e rigirando per la foresta, conobbe un gruppo di ricci che pareva saperne molto sulla magia del pallone ovale. Questa squadra di ricci si allenava in un prato fangoso e ombroso.
Si sentivano urla e risate e papà orso non seppe resistere.

Fu così che si unì ai ricci e, col passare del tempo, divenne un po' riccio anche lui.
Cioè, rimase sempre orso, ma quando si trovava con gli amici ricci, gli sembrava di sapersi divertire di più.
Si impegnò per rimettersi in forma, si lisciò la pelliccia e la acconciò a mo di aculei...e fu così che divenne papà orsiccio, un po' orso un po' riccio.
Mamma gatta, sorniona e sospettosa, all'inizio guardava di sottecchi questi animaletti pungenti, pronta a mangiarseli in caso di necessità, ma anche un po' gelosa, perchè con loro papà orsiccio rideva e scherzava, lasciando da parte la proverbiale flemma.
Un giorno papà orsiccio convinse la mamma ad andare a vedere la magia della palla ovale.
Di palle tonde o ovali mamma gatta non ne capiva un granchè, se non che per corrergli dietro ci voleva una grande fatica, come con i topi.
Così si stiracchiò un po', si acciambellò e poi si mise ad osservare.
Le piaceva vedere il sorriso sudato di papà orsiccio, così, per farlo ancora più contento, si dedicò a quel che le veniva meglio: sfamare il suo grande appetito.

Fu così che anche mamma gatta divenne un po' riccia, anzi, cuoriccia, un po' cuoca un po' riccia.
Insieme alle altre mamme e mogli ricce spadellava in ottima compagnia e, tra un piatto a l'altro, cominciò a capire che la magia della palla ovale non si fermava dentro il campo, ma continuava fuori, fra fuochi e pentole, dove bollivano voci allegre e serene.



Inutile dire che anche i piccoli furono contagiati da quello strano rimbalzare del pallone in campo e dei sorrisi fuori campo, così tutta la famiglia diventò riccia.
Accolti fra i ricci si sentivano talmente bene che papà orsiccio dimenticò di andare in letargo, mamma cuoriccia dimenticò il caldo cuscino davanti al fuoco, la piccola gazzella riccia dimenticò che non amava sporcarsi nell'erba e il piccolo facocero riccio dimenticò di essere pigrone.
Ecco cosa riusciva a fare la palla incantata.

martedì 24 giugno 2014

Delusione

Quanta fragilità nei miei ragazzi.

Quanto bisogno di distruggere il bello intorno a loro per sentirsi qualcuno.
Quanto desiderio di accaparrarsi con la menzogna quell'attenzione che li rende esistenti.
Quanta piccola meschinità in parole di una cattiveria inaudita.

Quanta necessità di annientare il diverso per sentirsi tutti ugualmente piccoli, vuoti, vincitori.

Quali errori abbiamo commesso nel costruirgli un mondo di apparenza, risse, strilli sempre più alti, vacuità e "mi piace"?

mercoledì 18 giugno 2014

Maturità.....inizio di una stressante tappa di vita.

Oggi inizia la maturità. Quanti ragazzi agitati e insofferenti erano già davanti a scuola alle 7.30, sigaretta in bocca, dizionario nello zaino...... Quante paure e quante aspettative hanno dall'avventura di oggi.
Li accompagno anche io col pensiero, frugando nel web per sentire le prime indiscrezioni sulle tracce:
"Ed è subito sera" per l'analisi testuale, caro Quasimodo, così ostico agli adolescenti.
Confronto fra 1914 e 2014 per la traccia storica......come possono gestire 100 anni di storia?

Ecco...il dono.....traccia artistico-letteraria!
Che meraviglia, quanto da dire, quante riflessioni...... Loro sono un dono, loro dovrebbero sentirsi un dono, un dono meraviglioso.....glielo abbiamo ricordato? Glielo abbiamo insegnato? Speriamo!

giovedì 1 maggio 2014

Antiaggressione e autoprotezione

Da un mese frequento un corso di antiaggressione femminile tenuto nel mio comune, Busto Arsizio, a cura di Davide Mantovan, nostro istruttore.
Ho ceduto alle richieste di Alessandra, la mi cuginotta che fra un po' si trasferirà a Londra e voleva quattro dritte "perchè non si sa mai", ma l'esperienza si sta rivelando una vera scoperta.
Davide e Matteo non ci cinsegneranno certo come affrontare e battere un malintenzionato, nè ci renderanno delle tecniche delle arti di difesa, ma personalmente ha cambiato il mio modo di guardare il mondo, di pensare alle cose e di temerle.......
Consiglio a chiunque ne abbia l'occasione di provare un corso con questo avvocato con un curricolo di tutto rispetto in fatto di criminologia e tutela dell'individuo!!

giovedì 24 aprile 2014

Metz Yeghern: il Grande Male sconosciuto

La preghiera di Giovanni Paolo II al Memoriale di
Tzitzernakaberd

Il 26 settembre 2001, durante il suo viaggio in Armenia il Compianto
Beato Giovanni Paolo II, visitando il Memoriale del Tzitzernakaberd,
complesso architettonico costruito a Yerevan a ricordo delle vittime del
genocidio del 1915 perpetrato dall’allora governo Turco, recitò la
seguente preghiera per tutte le vittime della nazione armena e per la
pace nel mondo.

O Giudice dei vivi e dei morti, abbi pietà di noi!
Ascolta, o Signore, il lamento che si leva da questo luogo,
l'invocazione dei morti dagli abissi del Metz Yeghérn,
il grido del sangue innocente che implora come il sangue di
Abele, come Rachele che piange per i suoi figli perché non
sono più.
Ascolta, o Signore, la voce del Vescovo di Roma,
che riecheggia la supplica del suo Predecessore, il Papa
Benedetto XV, quando nel 1915 alzò la voce in difesa
"del popolo armeno gravemente afflitto,
condotto alla soglia dell'annientamento".
Guarda al popolo di questa terra, che da così lungo tempo ha
posto in te la sua fiducia, che è passato attraverso la grande
tribolazione e mai è venuto meno alla fedeltà verso di te.
Asciuga ogni lacrima dai suoi occhi e fa che la sua agonia nel
ventesimo secolo lasci il posto ad una messe di vita che dura
per sempre.
Profondamente turbati dalla terribile violenza inflitta al
popolo armeno, ci chiediamo con sgomento come il mondo
possa ancora conoscere aberrazioni tanto disumane.
Ma rinnovando la nostra speranza nella tua promessa, o
Signore, imploriamo riposo per i defunti nella pace che non ha
fine, e la guarigione, mediante la potenza del tuo amore, di
ferite ancora aperte.
La nostra anima anela a te, Signore, più che la sentinella il
mattino, mentre attendiamo il compimento della redenzione
conquistata sulla Croce, la luce di Pasqua che è l'alba di una
vita invincibile, la gloria della nuova Gerusalemme dove la
morte non sarà più.
O Giudice dei vivi e dei morti, abbi pietà di noi!
Signore pietà, Cristo pietà, Signore pietà

lunedì 27 gennaio 2014

Per non dimenticare

C'E' UN PAIO DI SCARPETTE ROSSE

C'è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
"Schulze Monaco"
c'è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c'è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald

servivano a far coperte per soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c'è un paio di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald

erano di un bambino di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l'eternità
perchè i piedini dei bambini morti non crescono

c'è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perchè i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.

venerdì 8 novembre 2013

Pour rire: perle linguistiche dai miei studenti

Gli sciamani erano persone che sostenevano di poter cadere in trans...( Fossero i soli! Mi risulta di casi eccellenti che siano caduti proprio lì!!)


lunedì 7 ottobre 2013

Da un melo non nasce una pera

Da un melo non nasce una pera
Ogni anno mi ripeto questo detto, appena incontro i genitori dei miei alunni, ma anche quando sento le mamme che discutono davanti alla scuola.
C'è chi ha la figlia nata per la danza, chi ha il figlio campione di tennis, bridge, calcio, pianoforte etc etc, chi la la bimba-genio che fa addirittura più dei compiti assegnati, chi ha il bimbo-santo che non fa mai nulla di male (e la colpa è sempre degli altri).....
Così plaudo a questo originale cartello e vi rimando all'articolo allegato.
Tutti sono orgogliosi dei propri bimbi, tutti vorrebbero che eccellessero, ma cerchiamo di essere genitori sani: i nostri figli sono splendidi come sono, anche se non li impegnamo in quarantamila sport, anche se prendono voti così così, se sono pigri ad alzarsi al mattina, se dicono le piccole bugie salva-sgridata e se litigano con noi con la stessa ferocia di un piccolo lupo!
D'altronde, se fossero perfetti, non sarebbero i nostri figli!!!!

mercoledì 18 settembre 2013

10 anni, 2 giorni, 1000 grazie!

Qualche giorno fa io e Luca abbiamo festeggiato il nostro primo decennio di matrimonio, appena preceduti dal fatidico 40esimo compleanno del mio speciale maritino.....insomma, un settembre carico di emozioni!
Questo week end abbiamo coronato con un ultima coda di festeggiamenti: un fine settimana in barca a vela con immersioni annesse che la mia insuperabile amica Fra ha regalato a tutti e due!
Ed ecco Bonita ad attenderci a Portoferraio, per  la mia prima esperienza in barca.
  Grazie a Fra in primis e ai due capitani (Claudio, orso di mare e Giampaolo, l'uomo simpatia dalle mille battute) le ore sono trascorse in un sogno, 48 ore di relax e di immersioni (Del maritino perchè io sono donna di montagna, o da soprabarca al massimo!!) che ci sono sembrate una pausa lunghissima.
La mia macchina fotografica fa i capricci, ma appena riusciròvi posterò le foto del sopra e del sotto l'acqua, caproni di mare compresi!!!!

venerdì 19 luglio 2013

Ciao, Paolo

"Non ho mai chiesto di occuparmi di mafia. 
Ci sono entrato per caso. 
E poi ci sono rimasto per un problema morale. 
La gente mi moriva attorno."

venerdì 28 giugno 2013

Chi pianta un seme......

Ieri la presidente d'esame ci ha salutato con questo video.
L'effetto domino è sempre molto misterioso, noi seminiamo e speriamo che da qualche parte una briciola del nostro insegnamento rimane, ma se sapremo trasmettere la stessa forza e gioia di questa musica il risultato è assicurato!!

martedì 25 giugno 2013

Ecco perchè faccio l'insegnante

Ci sono momenti in cui la vita mi offre un tuffo alle origini delle mie scelte, in cui mi imbatto nelle radici profonde della mia vocazione e io riesco a bere a piene mani dall'emozione del mio mestiere.
Ci sono occasioni in cui intravedo negli occhi di quel ragazzo o quella ragazza la persona che sarà e un tuffo al cuore si trasforma in lacrime di gioia per quella promessa. Gli esami di questi giorni mi hanno regalato questo dono, questa sferzata di emozione e di fiducia, che ripaga il cuore al di là dei programmi, delle riunioni inutili, delle fatiche, dei litigi coi colleghi, dei battibecchi con i ragazzi
e delle mille banalità che a volte rischiano di soffocare la vera natura della mia scelta.

Insegno perchè amo vedere crescere i ragazzi e amo far parte del loro percorso alla scoperta della vita!

E allora non c'è emozione più grande del vedere O. presentarsi con umile serietà a parlare del suo argomento, con le mille difficoltà dei suoi anni in questa scuola, con la fatica dell'adattarsi a regole che non gli sono proprie, con il timore vedersi giudicato per quel buffone che aveva scelto di interpretare in aula. E anche l'ansia di S. è dolce, l'ansia di chi sa che quello è il momento per mostrare che è cresciuta, che è pronta a passare oltre......

Non c'è gioia più grande che vederli pronti a mordere il futuro ed essere lì ad ammirare quella partenza che anche io, in piccola parte, ho reso possibile, e ringraziare di avere avuto questa opportunità unica: guardarli spiccare il loro primo volo!

giovedì 6 giugno 2013

Perle adolescenziali

Tutti sanno quali sorprese riservino i bimbi e quanto possano essere spassosi o raggelanti certe loro frasi; beh io sono doppiamente fortunata! Accanto ai miei cuccioli dalla lingua lunga ho anche altri 45 spettacolari produttori di gaffes lessicali!!

S. "Durante il fascismo i parlamentari contrari a Mussolini fecero la secessione dell'Avellino" (Tifosi stanchi degli scarsi risultati della squadra del cuore?)

W. "...come sai, era il mio sogno nel cassonetto"!! (un futuro buttato nell'immondizia?)

giovedì 23 maggio 2013

23 maggio 1992-2013. Per non dimenticare nessuno

Ciao Giovanni, ciao Paolo, ciao Francesca, ciao Rocco, ciao Antonino, ciao Vito, ciao Agostino, ciao Vincenzo, ciao Emanuela, ciao Walter, ciao Claudio, ciao Graziella, ciao Rita, ciao Ninni.

domenica 12 maggio 2013

Un tuffo al cuore...festa della mamma

Un piccolo di 4 anni, dagli occhi di cielo che mi recita la sua poesia! Nulla di più profondo ed emozionante!

Oggi è la tua festa
ti offro baci e fiori, 
grazie mamma,
per il tuo immenso amore.
Stringimi forte al cuore, la vita insieme è bella:
 io sarò il tuo cielo azzurro 
tu sarai la mia stella.
 


martedì 19 marzo 2013

Questa volta gli dedico un post!
Ci sono battaglie che vanno combattute per principio!
Difenderò fino alla morte il mio diritto  non predere tempo con i criptogrammi!
Di cosa parlo? Della pruriginosa richiesta di inserire un codice alfanumerico per commntare i blog!
ABBASSO IL CAPTCHA!!

Prendo a  prestito questo banner che ho trovato sul sito di Teresa, che a sua volta lo ha preso da Elle (Com'è piccolo il mondo-blog!!)

E quindi qui di seguito un piccolo vademecum su come liberarsi di questo odioso passaggio.

- Vai nell'area di amministrazione del tuo blog
- clicca su "Impostazioni"
- seleziona l'area "Impostazioni post e commenti"
- nella voce "mostra test di verifica" selezionate NO

E il gioco è fatto!!!!! Mi raccomando, bastano 10 secondi per liberarci tutti da lungaggini inutili nel commentare i vostri blog.

martedì 5 marzo 2013

La giornata del drago

Nessuno può diventare un eroe se non incontra un drago. 

Questo è il succo della questione sui draghi.
Animali mitici, regali, avidi o generosi, comunque li si voglia vedere, hanno un potere di attrazione indescrivibile, perchè indescrivibile è l'origine della loro razza.
Maestri verso strade oscure, nemici da combattere strenuamente,alleati nel celare misteri profondi, comunque li si voglia vedere,  sono creature affascinanti che hanno popolato la mia infanzia, le mie letture di ogni tempo e anche le mie difficoltà.
Al mio "piccolo drago", quello che ho dovuto combattere un paio di anni fa, vorrei dedicare la Giornata del drago, il 23 aprile, giorno di San Giorgio (che di draghi se ne intendeva) e dei libri e siccome, come recita egregiamente il manifesto, i libri sono "l'unico habitat incontaminato nel quale è ancora comune osservare dei draghi in libertà"   a un drago libresco va la mia citazione.
Crysophylax Dives è il primo drago di una certa rilevanza romanzesca che i miei piccoli hanno incontrato sotto le coperte la sera.
Certo non è eroico, anzi, vile sarebbe meglio, certo è avido, geloso com'è dei suoi tesori sotto la montagna, ma è anche comico, caricato com'è di casse mentre si dirige al villaggio di Gilles di Ham, subdolo e senza un minimo di dignit.
Non per svilire la categoria, ma bisognerà ben riconoscere che anche nelle migliori famiglie ci sono le mele marce...perchè non in quella dei draghi?

Volete anche voi partecipare a questa giornata? Qui potete scoprire come.

lunedì 7 gennaio 2013

Anno nuovo, assenza lunga

Quest'anno mi sono eclissata a metà dicembre per ricomparire oggi, a feste terminate, pronta a ricominciare un nuovo blog-anno.
Un mese lontano da queste pagine mi è servito per completare tutti i miei lavori lasciati a  metà, godermi le feste, curare i malatini di casa, prendermi la mia dose di gastro-enterite, prepararmi per la fine del quadrimestre, iscrivermi al primo SAL del 2013 e al 52 week project 2013 di Simona.
Non me ne vogliano le amiche alle quali non ho contraccambiato gli auguri, ero in una fase di rigetto della rete, ma adesso si riparte!!

 Gambe in spalla, ago e colla in mano e via.....verso altri sconosciuti lidi!!!!